Archivio | dicembre, 2009

Il prof Mario Centorrino è il nuovo assessore all’Istruzione e Formazione

30 dic

Le prime dichiarazioni del neo assessore in attesa di conoscere la delega assegnatagli.

Palermo 29 dic – “Sono qui con le mani nude e con la migliore volonta’ possibile di contribuire a un processo di cambiamento e di riforma che mi sembra d’obbligo. Ma la prima cosa da fare e’ rendere la Sicilia normale, di eliminare tutti gli aspetti che rendono questa regione, anche davanti all’i'opinione pubblica, anomala”. Lo ha detto il neo assessore regionale della Sicilia, Mario Centorrino, parlando con i giornalisti nella sua prima uscita ufficiale a Palazzo d’Orleans.

Alla domanda su quale sara’ la delega che gli verra’ assegnata, l’economista e docente universitario ha replicato: “Non mi e’ ancora stata comunicata, ma se devo dire la verita’ questo problema della delega e’ di serie B, mentre il problema di serie A e’ di fare squadra, fare sistema e di integrare le competenze”. “La normalita’ della Regione – ha detto ancora – vuol dire anche sviluppo della stessa Regione e lo sviluppo porta a occupazione. Non c’e’ un settore particolare, ma ci sono piu’ settore su cui agire. Non c’e’ una ricetta, ma piu’ strumenti”.

Secondo Centorrino “la politica e la societa’ non sono due cose separate. Il secondo profilo su cui lavorare e’ la fiducia, e’ un capitale sociale. Se in questa regione non si riesce, a da parte di tutti, indipendentemente dalle proprie ideologie, a stabilire un clima di fiducia e ognuno si adoperi perche’ quello che fa l’altro venga valorizzato, a questa regione si possono applicare tutte le ricette di questo mondo ma non portera’ a soluzioni”.

Lombardo illustra le deleghe

Questa nuova organizzazione burocratica ci consentirà di avviare una stagione di grandi riforme radicali per la nostra regione. La burocrazia, i rifiuti e la formazione sono in pole position”

(Raffaele Lombardo)

(continua…)

Servizi Formativi, l’UE boccia la Sicilia

29 dic

QdS del 24 dic

PIANO FORMATIVO 2010: Convocata la CRI

28 dic

CONVOCATA PER IL 30 DICEMBRE 2009 LA COMMISSIONE REGIONALE PER L’IMPIEGO – NUTRITO L’ORDINE DEL GIORNO – TRA I PUNTI DA DELIBERARE IL PIANO REGIONALE DELL’OFFERTA FORMATIVA 2010.

SACCONI: 2010 SARA’ L’ANNO DELLA FORMAZIONE

28 dic

Ministro Sacconi

«Se il 2009 è stato l’anno della cassa integrazione con cui abbiamo cercato di far sopravvivere quanto più le imprese e i posti di lavoro, il 2010 sarà l’anno in cui si manifesteranno le scelte della riorganizzazione aziendale e dunque lo strumento simbolo sarà la formazione e, più in generale, l’investimento nell’apprendimento delle persone». Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, intervenendo al convegno organizzato a Palazzo San Macuto a Roma da Italia Lavoro sul “Piano di azione per l’occupabilità dei giovani”, parla delle sfide che attendono il mercato del lavoro e della necessità di dare una risposta alla crisi anche attraverso una nuova concezione dell’ “attività di apprendimento” intesa come «uno strumento efficace per affrontare la fase complessa che è di fronte a noi».

Sacconi non ha risparmiato critiche alla «patologia tutta italiana del sistema formativo, quella generazione da cinque e mezzo, di giovani che si laureano tardi a circa 28 anni, con percorsi fragili e che non trovano lavoro». «Con Marco Biagi -ricorda il ministro – parlavamo molto di quanto questi giovani deboli, senza alcuna esperienza formativa di lavoro, arrivino al lavoro stesso in condizioni tali da essere rifiutati dalle imprese e dal mercato».
Per il ministro è arrivata l’ora di mettere in discussione «quel disadattamento scolastico fortemente presente nel nostro sistema e che anche l’Europa, tramite il Cedefp, ci chiede di cambiare riposizionando al 2020 le alte professionalità Attualmente il 30% del nostro mercato del lavoro è fatto di basse qualifiche, e anche in quelle cosiddette alte tendiamo a inserirci profili del disadattamento scolastico».

Del resto la spesa in formazione nel nostro paese è bassa anche quando a gestirla sono le stesse imprese. Nel “Rapporto sul futuro della formazione in Italia”, realizzato dalla commissione di studio e indirizzo presieduta da Giuseppe De Rita, illustrato oggi da Sacconi alle parti sociali e alle Regioni a Palazzo Chigi, emerge che «nonostante l’aumento dell’impegno del sistema imprenditoriale italiano, i dati Eurostat relativi al 2005 evidenziano che la spesa delle imprese italiane nella formazione continua è pari all’1,3% del costo del lavoro, contro una media UE del 1,6%». La formazione privata può essere sostenuta, secondo quanto si sottolinea nel Rapporto anche «attraverso appositi interventi riformatori» che le imprese, soprattutto quelle non strutturate, devono poter trovare nella rete delle istituzioni.

Fonte: agenzia anssfa

PRESENTATO PIANO COMUNICAZIONE DEL FONDO SOCIALE EUROPEO

23 dic

Assessore Lavoro - Luigi Gentile

”Il cittadino al centro dell’azione informativa”. Questo l’obiettivo del Piano di comunicazione del Fondo sociale europeo Sicilia 2007-2013, presentato questa mattina a Palermo, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale al Lavoro, Luigi Gentile, il dirigente generale del Dipartimento Formazione professionale, Patrizia Monterosso, ed il dirigente dei Servizi informativi del Dipartimento, Marcello Maisano. ”Se l’asse virtuale ormai consolidato nel tempo tra Europa, Mezzogiorno, e Sicilia in particolare, rappresenta la prima ed irrinunciabile occasione di sviluppo e di progresso economico e sociale, allora promuovere ed amplificare nel migliore dei modi una corretta e puntuale comunicazione costituisce lo strumento piu’ opportuno per favorire la piu’ ampia ed efficace partecipazione alle stesse iniziative di sviluppo e di progresso”. Cosi’ l’assessore regionale a Lavoro e Formazione, Luigi Gentile, commenta la redazione del Piano di Comunicazione, che affianca il Programma operativo del Fondo sociale europeo (FSE). ”Potenziare i canali di comunicazione tra istituzioni, enti e cittadini – sottolinea Gentile – rappresenta non solo adempiere alle direttive di pubblicita’ e di trasparenza imposte dall’unione europea ma anche garantire il diritto dei cittadini ad essere informati e, quindi, offrire la possibilita’ e la facolta’ di assurgere ad interlocutori diretti delle stesse Istituzioni, nell’ambito di un piu’ ampio progetto di compartecipazione e condivisione. Nella fattispecie del Fondo sociale europeo – conclude l’assessore Gentile – il relativo Piano di Comunicazione assicura non solo la promozione delle attivita’ del programma operativo del Fondo ma ne consente, un monitoraggio costante dell’attuazione, la verifica e il controllo dei risultati attraverso degli appositi indicatori di riscontro”.

Fonte: (ASCA) – Palermo, 23 dic

Fine d’anno per i corsi di formazione

23 dic

Sono finiti in questi giorni i corsi di formazione della Regione Sicilia per l’anno in corso. Un anno difficile, travagliato, con l’intero settore sovente al centro dell’attenzione degli organi di informazione a causa delle perplessità del governo regionale nell’inserimento in bilancio delle somme necessarie per il loro regolare svolgimento. Sulla scia delle polemiche, con il Governatore Raffaele Lombardo che esternava apertamente i suoi dubbi sulla loro efficacia, un susseguirsi di accertamenti e di ispezioni.

Invero, almeno nel caso di alcune realtà da tempo formate e stabilizzate, come l’E.C.A.P. di Messina ad esempio, i corsi si sono svolti con grande regolarità, con l’integrale svolgimento della programmazione prevista (ivi compresi gli stage applicativi) e con conseguente utilità per l’utenza. Ciò detto, non tutte le perplessità di Lombardo appaiono irrilevanti e, perciò, meritano un approfondimento in vista del prossimo anno che si affaccia.

I corsi di formazione sono certamente il giusto anello di collegamento fra il mondo dell’istruzione ed il mondo del lavoro. Essi si trovano a svolgere una funzione fondamentale per così dire “di primo impatto” nell’accoglienza nel mondo del lavoro di chi ha completato l’iter degli studi. Sappiamo tutti che, per il giovane che cerca lavoro per la prima volta, rappresenta sovente un ostacolo insormontabile non avere la risposta giusta alla domanda «Quali esperienze ha già maturato?». E’ un cane che si morde la coda : non si viene presi in considerazione perché non si è avuta alcuna precedente possibilità di essere assunti, e così via all’infinito. A ciò può porre un robusto rimedio l’aver frequentato un corso di formazione per la qualifica professionale richiesta, con annesso stage.

In teoria tutto bene ; in pratica molto meno. Un esempio immediato lo si ricava dai circa ottanta concorsi banditi dall’Università di Messina nel 2008, per svariate qualifiche e con varie anzianità professionali richieste. Orbene, per i concorsi riservati a persone di primo impiego non si è chiesta la frequenza di un corso di formazione, bensì una generica «esperienza in Enti pubblici, aziende private o studi professionali inerenti la professionalità richiesta oppure eventuali attestati professionali in relazione alla tipologia del posto messo a concorso». E’ evidente che, se la frequenza di corsi di formazione non è adeguatamente considerata nei pubblici concorsi, nessuno, come sostiene il Governatore Raffaele Lombardo, riuscirà mai a trovare un lavoro grazie alla loro frequenza.

Quanto al controllo sulla bontà dell’operato dei singoli Enti di formazione (dopo che i datori di lavoro abbiano dati ad essi il giusto peso) forse non sarebbe sbagliato ricorrere al celebre detto evangelico «L’albero buono lo si riconosce dai frutti buoni» nel modo in appresso riportato. Ogni Ente dovrebbe istituire un proprio ufficio per seguire ed assistere i propri qualificati nella ricerca del primo lavoro, tenendo gli opportuni contatti con il mondo dei datori di lavoro pubblici e privati ; e i finanziamenti regionali ad esso assegnati dovrebbero essere in funzione dei risultati concretamente conseguiti sul campo. Qualcosa del genere esiste già nel mondo anglosassone, dove l’istruzione è privata ed è finanziata dalle rette pagate dagli studenti in funzione dei risultati ottenuti nel mondo del lavoro da chi ha in passato ha conseguito il dato diploma.

Si otterrebbe così una piena responsabilizzazione degli Enti di formazione senza il ricorso nè ispezioni nè a patemi d’animo per il futuro dei dipendenti. Il giustizialismo non è una cosa buona, lasciamolo alle giovani democrazie immature del Sud America.

Fonte: tempostretto.it a firma di Bernardo Aiello

A tutti i lettori ed a tutti i colleghi… i nostri Auguri !

23 dic

La redazione di Formazione Professionale in Sicilia

Rassegna stampa del 19 dicembre

19 dic

Tavola rotonda sulla formazione professionale promosso dalla Uil

19 dic

Giuseppe Raimondi - segretario regionale UIL FP

Ha registrato un grande partecipazione l’iniziativa organizzata dalla UIL FP di Messina che aveva come titolo “Dignità ai lavoratori della formazione in una prospettiva d’eccellenza – Analisi attuale e prospettive future”. Svoltasi nel salone degli specchi della Provincia Regionale di Messina ha visto la partecipazione di alcuni dei componenti della V Commissione Formazione e Lavoro all’Ars , Picciolo, Panarello e Rinaldi, dell’On. Peppino Buzzanza (deputato e Sindaco di Messina) e del presidente della provincia regionale On Nanni  Riceuto oltre agli esponenti sindacali.

I lavori saranno coordinati da Costantino Amato, segretario generale della Camera Sindacale Provinciale di Messina, Calogero Lama, segretario provinciale Uil Scuola e Lidia Musarra, responsabile provinciale Uil Scuola, Formazione Professionale.

Molto interessanti gli interventi che si sono succeduti. Aperti da una puntuale e dettagliata relazione della responsabile provinciale Uil di Messina Lidia Musarra, che ha fotografato impeccabilmente la situazione attuale della formazione professionale in Sicilia evidenziando luci e ombre. Si sono poi succeduti gli interventi politici dell’on Filippo Panarello (Pd), on Giuseppe Buzzanca (pdl), Giuseppe Picciolo (Pd), Presidente della Provincia Regionale di Messina on Nanni Ricevuto, on Franco Rinaldi (Pd). Unanime il coro levatosi che ha manifestato la necessità di procedere ad un riforma di un sistema che assorbe annualmente una cifra pari a 250 milioni di euro, non raggiungendo spesso gli obiettivi prefissati. Analizzate nel corso del dibattito le varie posizioni politiche sulle prospettive di riforma.

La Uil chiude l’anno con i riflettori puntati su scuola e formazione: ecco analisi e prospettive future

19 dic

uil_scuolaUna tavola rotonda di confronto quella di questa mattina nel Salone degli Specchi della Provincia fortemente voluta dalla Uil per chiudere l’anno senza abbassare la guardia sul comparto educazione e formazione.

Davanti a presenze “tecniche” importanti come quella di Filippo Panarello (deputato componente della commissione regionale sulla Formazione ed il lavoro), si sono confrontati Costantino Amato, Segretario Generale della Camera Sindacale Provinciale di Messina, Calogero Lama, Segretario Provinciale Uil Scuola e Lidia Musarra, Responsabile Provinciale Uil Scuola – Formazione Professionale.

Di quest’ultima la dettagliata relazione, una disamina sullo stato della formazione in Sicilia e sulle sue prospettive future, uno studio che riguarda gli enti di formazione, il ruolo della Regione e le difficoltà dei lavoratori del settore, quelle che hanno portato, spesso nell’ultimo anno, a manifestazioni e proteste.

Oggi abbiamo voluto fare il punto della situazione perché, alla fine di un anno particolarmente complesso quale quello che sta per finire, – ha detto la Musarra – riteniamo importante analizzare quello che si è fatto e cercare, per quanto possibile, di tracciare delle linee di percorso tali da affrontare l’attività formativa futura con maggiore tranquillità, per gli operatori ma anche per gli Enti. L’erogazione con regolarità delle spettanze mensili e il rispetto del contratto collettivo nazionale, per i lavoratori del comparto della FP fino ad oggi è stata un’utopia“.

Secondo la responsabile provinciale della Uil Scuola, il 2009 si è presentato da subito difficile: si proveniva da anni precedenti in cui la formazione professionale era stata utilizzata come bacino elettorale portando ad un incremento sia delle ore formative che del finanziamento, negli ultimi sei anni l’incremento  medio è stato pari al 30% con una spesa che ogni anno è cresciuta di circa 25 milioni di euro ,ci siamo ritrovati in una condizioni non più sostenibile.

La Uil Scuola di Messina non punta il dito contro il Governo Lombardo, di cui apprezza gli sforzi per superare le problematiche, “per la maggior parte ereditate dai governi precedenti”, ma pone l’accento su alcune “anomalie” che  persistono: “alla fine dell’anno 2009 nella sola provincia di Messina ancora ci sono centinaia di colleghi che non riescono a percepire lo stipendio con regolarità, e fra questi molti sono fermi al mese di luglio o agosto, allora vuol dire che non è stato fatto abbastanza, non è stato tutto quello che era necessario per dare quella dignità che i lavoratori hanno perso nel momento in cui non hanno visto rispettare  gli articoli basilari del CCNL di categoria“.

Poi qualche numero: nel 2009 sono stati avviati 516 percorsi formativi divisi fra le varie tipologie: percorsi di formazione di base 245; percorsi di formazione Continua e Permanente 152; percorsi  Fas 119 e hanno interessato una numero di ben 7.740 utenti, senza considerare tutti i percorsi dell’Obbligo di Istruzione.

La Sicilia si continua a confermare al primo posto  tra le regioni italiane per quanto riguarda la percentuale di ragazzi dai 18 ai 24 anni che possiedono solo la licenza media e non sono più in formazione:  31,4% nel 2006,  26,0% nel 2007, contro, rispettivamente, il 13,6% e il 9,5% del Lazio, ed una media nazionale che si assesta sul 20,8 nel 2006 e il 19,2 nel 2007.

Dati che devono far riflettere – continua la sindacalista – e che devono richiamare interventi non più rinviabili, che portano non solo un mantenimento delle attività di formazione ma un loro potenziamento per non privare tanti ragazzi di una formazione completa, che possa offrire loro pari opportunità, anche nell’inserimento lavorativo, rispetto ai loro coetanei delle altre Regioni”.

Attenzione anche sulle attività svolte dagli Sportelli Multifunzionali: “Qualche giornale – attacca la Musarra – in questo ultimo anno ha continuato a mettere in evidenza solo il costo che questo servizio ha per la Regione Sicilia, noi non ci stiamo perché abbiamo la consapevolezza di quello che è stato fatto dai moltissimi operatori che con grande professionalità hanno affiancato gli uffici Provinciali del lavoro nel portare avanti tutte le attività ad essi collegati. A Messina vogliamo rispondere con i numeri, infatti dai dati in nostro possesso, sappiamo che negli ultimi tre anni il numero di colloqui portati avanti dai colleghi degli Sportelli sono stati notevoli,42.735 così distribuiti: nell’anno 2007 sono stati 14.381 nell’anno 2008  19.343 e nel  primo semestre 2009 ben 9.011, divisi fra le diverse tipologie di utenti che agli sportelli si rivolgono per  ricevere il servizio da loro richiesto“.

Le basi che abbiamo faticosamente tracciato – ha concluso – devono rappresentare l’inizio di un cambio di rotta, a tutti voi noi chiediamo di seguire con attenzioni le vicende, di verificare la regolarità nell’applicazione del contratto collettivo nazionale in tutte le sue parti,  chiediamo di segnalarci eventuali anomalie, in modo da verificarle e la dove è possibile, intervenire per cercare di diminuirne gli effetti, ma allo stesso tempo affermiamo con forza che il nostro deve essere un impegno professionale alto, volto a portare avanti attività responsabili per offrire servizi sempre più qualificati e  adeguati alle richieste, per porre fine alle dicerie distorte che da sempre hanno caratterizzato il comparto della formazione. Siamo ad un punto di maggiore certezza, ma ancora molto lontani dalla condizione a cui tutti aspiriamo, spettanze certe e costanti, fine del precariato, stabilità del lavoro, e rivalutazione delle professionalità degli operatori“.

Fonte: 98cento.night

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