Formazione: cosa si pensa, cosa si dice… di questo settore.

24 mar

Quotidiano di Sicilia

Pubblicato dal Quotidiano di Sicilia con la solita attenzione riservata al settore dalla prestigiosa firma di Michele Giuliano

Quasi il triplo dei dipendenti, costi che lievitano anche sino a oltre 100 volte di più. Numeri impietosi che mettono ancora una volta in evidenza le distorsioni del sistema formativo siciliano messo a confronto con quello della Regione Lombardia.
Solo un numero messo a confronto basterebbe a far capire la distanza anni luce tra la formazione professionale lombarda e quella siciliana: da queste parti un corso di formazione costa in media 108 mila euro contro gli appena 9 mila e 430 euro invece spesi dalla regione del Nord. Ancor più eloquente il dato riguardante il personale impiegato all’interno degli enti formativi: qui è facile notare proprio il nocciolo della distorsione del sistema.

In Sicilia troviamo una galassia di mille e 400 enti di formazione regolarmente accreditati dalla Regione, strutture cioè che sono state riconosciute come idonee, in base a determinati parametri, a svolgere attività nel settore. Una cifra mastodontica che ovviamente produce un altrettanto mastodontico numero di impiegati: ben 9 mila e 200 secondo l’ultimo censimento fatto dal Dipartimento regionale della Formazione professionale.
Tanto per rendere l’idea, in proporzione la Lombardia (che ha il doppio delle imprese operanti rispetto alla Sicilia e quasi il doppio degli abitanti, nda) dovrebbe contare su un sistema formativo molto più massiccio. Ed invece si scopre tutt’altro, come viene riferito dall’ufficio stampa dell’assessorato regionale alla Formazione professionale: “Ad oggi sono 564 gli enti della formazione accreditati dalla nostra Regione che contano su 779 sedi operative. I dipendenti sono 3 mila e 700”.

Ma come è possibile che un territorio a forte vocazione imprenditoriale come quello della Lombardia, che dovrebbe quindi contare sicuramente su un più massiccio apparato formativo per la continua riqualificazione del personale, possa invece reggersi in piedi su questi numeri? Forse la domanda va posta al contrario: il problema infatti non è come possa fare la Lombardia ma quale “mostro” abbia costruito la Regione Siciliana nell’ultimo ventennio. Anche perché i riscontri sono sotto gli occhi di tutti: la Corte dei Conti ha appurato infatti che il sistema è sovradimensionato all’inverosimile: “L’effettivo avviamento al lavoro di un giovane siciliano – ha riferito nella sua ultima relazione il procuratore generale d’appello della magistratura contabile, Giovanni Coppola – pesa sui contribuenti 72 mila euro, non so davvero se ne valga la pena”. Un calcolo fatto tra i costi sostenuti per finanziare i percorsi formativi ed il numero dei corsisti che poi si sono collocati nel mondo del lavoro, obiettivo finale della formazione professionale. In Sicilia si sono spesi più soldi che in ogni altra parte d’Italia in questo settore con risultati disastrosi. Sono stati sfornati dalla formazione centinaia di parrucchieri e “shampisti”, erogati piccoli sussidi agli allievi, stipendi ai tutor e soprattutto ai formatori, oltre che naturalmente fonte notevole di fatturato per i corsi. Corsi che hanno organizzato tutti, nessuno escluso, dai sindacati ad organismi vicini alla politica.

Non solo: mentre la Corte dei Conti mediamente ha contato la creazione di 5 mila corsi all’anno in Sicilia, in Lombardia invece solo quest’anno sono stati creati 38 mila percorsi. I costi? Inevitabile palare di “emorragia” finanziaria nell’Isola. Nel bilancio, alla voce spesa, la Regione ha iscritto 242 milioni di euro in uscita. Ma considerando gli altri fondi (soprattutto provenienti dall’Ue) per il settore, si arriva alla cifra di 340 mln di euro. La Regione Lombardia ne spende 357 milioni di euro ma realizzando 7 volte e mezzo di più dei corsi formativi. “Questo è il frutto – commenta l’assessore regionale alla Formazione professionale Mario Centorrino – di una formazione che non si occupa della ricognizione dei bisogni formativi e che non si proietta nel futuro cercando di individuare i futuri bisogni formativi”.

Nel primo pomeriggio completeremo con la rassegna stampa ed altre notizie

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20 Risposte to “Formazione: cosa si pensa, cosa si dice… di questo settore.”

  1. rita 24/03/2010 at 10:07 #

    Il rapporto 108 mila euro contro i 9 mila e rotti scaturisce dal fatto che in Lombardia il personale è regionale, pertanto il dato prodotto non tiene conto del costo del personale. I 9 mila euro di cui parla il giornalista ( tanto accreditato) si riferiscono eslusivamente alle spese di gestione, che anche in Sicilia ammontano a poco più di quella cifra. Pertanto cerchiamo di riportare notizie esatte, ed evitiamo di buttare ancora più fango sulla formazione siciliana.
    La VERA VERGOGNA della formazione siciliana sta nei numeri degli operatori siciliani che negli ultimi anni sono lievitati a dismisura per favoritismi dei nostri cari politici, sindacalisti e Presidenti degli enti di turno. Quindi che si lavori su questo problema, mandando in pensione chi può esserci mandato, vietando categoricamente nuove assunzioni (pare che questo si stia facendo) e cercando di sfoltire, una volta per tutte, l’esercito dei formatori in Sicilia. Così facendo nel giro di qualche anno si potrebbe andare al passo con le altre Regioni italiane.

  2. SALVATORE DI MAGGIO 24/03/2010 at 11:04 #

    La formazione professionale siciliana diventata merce di scambio e ricatto per la politica, vittime i lavoratori sotto torchio senza stipendi e certezze occupazionali.
    ***
    C’è una campagna diffamatoria nei confronti della Formazione Professionale siciliana, non si può paragonare la Lombardia con la Sicilia è come paragonare l’America all’Italia (ANCHE SE QUALCUNO LO FA).
    ***
    La Lombardia ha un tessuto industriale e commerciale 100 volte più fertile di quello siciliano.
    Da sempre la formazione è stata svolta nelle stesse aziende o addirittura esistono corsi a pagamento che vengono frequentati da molti ,perché spesso dietro c’è l’azienda che assume.
    ***
    In Sicilia non c’è lo stesso numero di aziende o industrie , e le aziende non hanno il mercato ricco come quello del nord.
    ***

    Al Nord se un lavoratore perde il lavoro riesce a ritrovarlo entro 6 mesi anche precario (dati ISTAT),
    in Sicilia chi perde il lavoro non lo trova più e rischia di arruolarsi nelle milizie mafiose.
    ***
    Grazie alla politica dal dopoguerra ad oggi il Centro Nord viaggia a 200 km orari il Centro Sud a 50 Km orari, il Nord è stato privilegiato con la creazione di industrie in qualsiasi settore, che hanno sfruttato la cultura la competenza e la qualità dei lavoratori meridionali.
    ***
    Lo stesso collegamento Internet al nord si naviga a 20 Mbit /s in Sicilia sulla carta a 20 Mbit/s in pratica non si supera mai i 4 Mbit/s
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    Al Nord le tratte veloci Roma Milano in 50 minuti in Sicilia Palermo Trapani 200 minuti ecc ecc.
    ***
    Quindi questo confronto con la Lombardia è assurdo perché i contesti territoriali, storici ,economici sono diversi.
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    In Sicilia come in tutte le zone più povere l’unica soluzione per uscire dalla crisi è lo studio ,la cultura la qualità, infatti molti dirigenti della Lombardia sono siciliani, anche direttori di giornali , professori universitari, presentatori ecc ecc .
    In Sicilia ci si forma di più per superarre la crisi del lavoro.
    ***
    In una terra dove mancano le aziende le industrie l’unico metodo è quello di studiare e formarsi.
    Lo studio e la formazione sono diritti acquisiti per tutti anche per chi non possiede nulla, perché è giusto dare a tutti la possibilità di studiare e formarsi gratis.
    ***
    Questo è un valore aggiunto in una terra con un forte livello di disoccupazione.
    ***
    Poi,perché tutti si scagliano contro la formazione professionale e nessuno parla dei progetti extra nelle scuole statali di ogni ordine e grado.. fiumi di milioni di euro persi senza raggiungere un obiettivo preciso, senza certificazioni, senza qualifiche, senza esami e controlli di qualità, cosa che avviene nella formazione.
    ***
    Concludo dicendo la formazione professionale in Sicilia non è stato un stipendificio ma ha contribuito alla crescita culturale della REGIONE dando lavoro a tante famiglie e formando magliai di lavoratori e disoccupati .
    ***
    E’ chiaro che il sistema va riformato, per migliorare la qualità del servizio e tutelare i lavoratori che sono spesso umiliati da tutti,dagli assessori di turno ,dai giornali e anche da quelli che nella formazione hanno fatto la fortuna.
    ***
    Molti criticano che nella formazione si entra per raccomandazioni, perché negli Enti pubblici come si entra ?
    ***
    Nei concorsi pubblici non ci sono le raccomandazioni ?
    Chi è senza raccomandazioni scagli la prima pietra.
    ***
    La differenza è questa,se entri come docente formatore, diciamo raccomandato,devi affrontare la classe, devi avere le competenze per potare avanti il corso, se il numero degli allievi scende al di sotto di 8 unità, ti chiudono il corso, tu vieni trasferito o messo in mobilità o non vieni più assunto se sei a tempo determinato.
    **
    Nel settore pubblico tu fai il concorso , entri e non esci più, puoi essere un assoluto incompetente resti lì a vita.
    Riflettete gente…

    • FRANCO 24/03/2010 at 13:39 #

      questa volta, strano ma vero, mi hai tolto le parole di bocca!!! SONO D’ACCORDO CON TE E CON LA TUA ANALISI!!

    • filippo 24/03/2010 at 15:45 #

      Purtroppo l’argomento di turno in questo periodo è la formazione professionale, come dicono a Napoli: curnuti e mazziati.
      Evidentemente il signor Michele Giuliano ha interessi a dare queste notizie non vere, o perlomeno sfalsate.
      Se non erro in Italia abbiamo qualcosa come 65000 carcerati con un costo giornaliero di 157 euro.
      Se non erro in Italia abbiamo 700000 auto blu con un costo spaventoso.
      Se non erro in Italia abbiamo 1000 tra deputati e senatori con un costo spaventoso.
      Se non erro in Italia abbiamo qualcosa come 170000 persone che gravitano in politica il tutto a carico dei cittadini che pagano le tasse.
      Di questi sprechi si potrebbe parlare all’infinito.
      Perchè di tutto questo nessuno ne parla.
      Quante famiglie si potrebbero far vivere con questi soldi è inimmagginabile.
      Meditate gente

  3. salvatore 24/03/2010 at 11:31 #

    Illustre sig. Michele Giuliano de il Quotidiano di Sicilia, lei ha scoperto l’acqua calda! Complimenti! Ma i lavoratori della F.P. che sono alle dipendenze degli stipendifici siciliani (ENTI di F.P.) come dice Lei, non sarebbero 9 mila disoccupati di cui Lei, il suo Direttore, dovrebbero occuparsi per risolevere i loro casi di disoccupati?
    Lei è tranquilo nel suo lavoro e può permettersi di parlare e sparlare della F.P.. Ma Lei conosce vermente i problemi dei lavoratori della F.P. Venga da me che le parlo di 35 anni di lavoro nella F.P. senza che me ne debba vergognare per causa sua e del suo Giornale.
    A proposito: il suo Giornale che arriva gratis nelle case dei siciliani, chi lo finanzia? e lei se non sono indiscreto come è stato assunto e quanto guadagna?

  4. MOON 24/03/2010 at 11:33 #

    …probabilmente QDS ha interesse che la torta venga spartita ad altri soggetti altrimenti farebbero una informazione corretta….

    • falzone gabriella 24/03/2010 at 12:06 #

      …ben detto Moon!!!

  5. totò 24/03/2010 at 11:54 #

    Ci sono enti a partecipazione regionale al 100% (ad esempio uno di questi Cinesicilia) dove esistono i consigli di amministrazione senza dipendenti, quindi potrebbero utilizzare i dipendenti della formazione professionale……

  6. mario 24/03/2010 at 12:02 #

    Secondo mè, Questo. Vuole assunto qualcuno

    • totò 28/03/2010 at 13:34 #

      secondo me tu non vuoi che si sppia la verità vergognati

  7. Leti 24/03/2010 at 13:18 #

    continuando cosi non si va da nesuna parte.
    occorre concentrare tutte le nostre energia sulla riforma
    le lamentele anche se sacrosante non portano a nessuna parte
    avonziamo proposte serie anche per il prossimo anno
    b l o c c o r e a l e d e l le assunzioni copito mi ai

  8. giulia maria 24/03/2010 at 13:32 #

    siamo nell’occhio del ciclone, tutti parlano male in senso diffamatorio a riguardo della formazione e si capisce anche, perchè non ci sono più soldi da dividere e allora sputano su ciò che finora ha reso a tutti. Battiamoci per la riforma e valorizziamo mla formazione prof.le siciliana che è composta da gente capace e lavoratrice :L le beghe del nord noi non le conosciamo. Un augurio che tutto si aggiusti , per i nuovi assunti e per chi come me transita nel settore da 26 anni. giulia maria

  9. vito 24/03/2010 at 14:22 #

    caro michele giuliano … ma perchè non ti fai i fatti tuoi… sai che dentro la formazione ci sono famiglie che campano e sopravvivono solo di questo ……. !!!!!

  10. Ignazio Caloggero 24/03/2010 at 15:45 #

    Credo che i 9200 dipendenti si riferiscono a quelli appartenenti agli Enti storici che hanno ottenuto i finanziamenti del PROF. Se è così non bisognerebbe parlare di 1400 enti accreditati ma “solo” qualche centinaio. Molti degli enti accreditati che non vivono di Prof. vivono di norma di altro e non so fino a che punto è giusto addossare a loro la colpa. Se ogni tanto ottengono un FSE o un corso a catalogo non vedo cosa ci sia di male.

  11. Salvatore Cangemi 24/03/2010 at 16:59 #

    Nel momento in cui riusciamo tutti, dico TUTTI ad essere: ironici, sarcastici, autocritici, omerici commentatori, autocommiseranti, passivi anche se bersagliati e massacrati, allora tutti, ripeto TUTTI dimostriamo una cosa sola: ognuno di noi sa dove dorme la lepre e non dipendiamo da questo stipendio. Se invece ci convincessimo a scendere nelle piazze, lottare, occupare, incatenarci, costringere a farci rimuovere con la forza, otterremmo visibilità. Tutto il resto è grasso che cola. I sindacati? i sindacati non c’entrano ed è inutile dire “io cancello la mia iscrizione….triplice truffa…bla bla bla”. I sindacati servono , eccome; siamo NOI che non siamo mai riusciti a costringerli ad essere, una volta per tutte, i nostri interlocutori. Chi non considera la lotta pacifica, non violenta, ma pressante, pedante, invadente, bloccante, oltre a fare un torto a sé stesso, dimostra di non credere nel proprio stipendio e fa un torto a molti altri, che invece vivono di solo salario. Su questo blog siamo oltre 2.600? beh…dove siamo? ogni tanto facciamo capolino… porc di qua, cazz di là…ma…alla fine? Niente, speriamo sempre che le vacche magre finiscano, che ritornino gli stipendi, così ognuno di noi può pagarsi le rate del mutuo o del prestito, le bollette e quant’altro. Poi ci rivediamo di nuovo ad ottobre, novembre e così via.
    Pontifichiamo? pontifichiamo! Sarebbe stato più utile mettere insieme le teste calde e intentare, autofinanziandoci, una class action contro la Regione Siciliana e gli Enti di Formazione, che, diciamocelo pure in faccia, ci hanno spogliato di tutto, persino della dignità di lavoratori. La butto lì: la class action poteva riguardare il problema dell’appropriazione indebita degli emolumenti sul lavorato, chiedendo il risarcimento cumulativo delle commissioni di massima scopertura sui fidi. Oppure sulle spese sanitarie che in molti casi non abbiamo potuto sostenere, preferendo le malattie, perché no? Non si può fare? Ne abbiamo mai parlato? naaaaaaaaaaaaaa!
    Facciamo così: aspettiamo gli stipendi, dai, che è meglio! Inutile inasprire gli animi, chi ce lo fa fare? Io preferisco rimanere, seppur povero, omertoso, stoico, diligente e stakanovista. Vi dico di più, richisando pure di offendere qualcuno: io non interverrò più, ma mi limiterò a leggere il cumulo di inutili parole di cui vorrete riempire questi riquadri. Amen|

    • Operatori Disperati 24/03/2010 at 19:20 #

      La tua analisi è davvero assai condivisibile, Salvatore!
      Ci chiediamo spesso che senso abbia confrontarsi, organizzare, tentare di organizzare, se quando è il momento di quagliare, tutti scompaiono.
      Li vediamo ogni giorno quelli lì che fanno gli stoici, i diligenti, gli stakanovisti.
      E sappiamo bene che sono ridotti con le pezze al culo quanto e più di noi.
      Ma fingono. Fingono con le dirigenze, fingono con le utenze, fingono anche e soprattutto a se stessi.
      E guardano con disgusto e stupore chi davvero non ce la fa più e spende energie preziose nel cercare di trattenere la rabbia.

      • salvatore di maggio 25/03/2010 at 10:37 #

        Cari collegi io sono e sarò sempre con voi e con chi vive onestamente del proprio stipendio, con chi lavora col senso del dovere, dando il meglio di se.
        **
        Qui purtroppo nascondendosi dietro una maschera c’e di tutto ci sono persone che scrivono e nemmeno lavorano nella formazione, che provocano che guardano come se guardassero la tv.

  12. Salvatore Cangemi 24/03/2010 at 17:02 #

    Per quanto sopra detto, mi scuso umilmente per gli apparenti errori di ortografia, riconducibili solo alla rabbia che inficia la precisione nella digitazione. Grazie.

  13. stefano 25/03/2010 at 09:13 #

    Caro collega, una decina di gg fa’ avevo proposto un’iniziativa simile senza avere avuto alcun riscontro.
    Sono convinto che non appena pagheranno i primi stipendi la maggior parte di colleghi scompariranno dai blog, per poi riapparire quando si riferificherà l’ulteriore e scontato ritardo nel pagamento degli emolumenti.
    p.c. il post:
    “Cari colleghi secondo il mio parere dovremmo agire proponendo una sorta di Class Action, ingaggiamo, autotassandoci,( siamo in molti) un avvocato giuslavorista di fama e cerchiamo di coinvolgere IN SOLIDO sia gli ENTI che la REGIONE SICILIANA cosi da risolvere una volta per tutte il problema, almeno per quelli che rientrano nei dettami della L.24, … Mostra tuttoalcuni post addietro ho visto pubblicata dal collega Salvatore di Maggio una sentenza della Corte Costituzionale , non ho capito nulla , ma, potrebbe aiutarci in tal senso??? la mia è solo un’idea anche perche di Diritto del Lavoro ripeto non ne capisco nulla.
    Comprendo comunque che a Noi lavoratori non ci devono piu’ interessare ogni anno i loro ( Regione Enti e Sindacati) problemi politico-burocratici ed, almeno che non vogliano togliere la Formazione Professionale in Sicilia ( cosa alquanto inverosimile anzi le tendenze sia italiane che europee vanno nel senso opposto), tali problemi non devono pregiudicare il sacrosanto diritto di percepire mensilmente uno stipendio a chi lavora in questo settore da decenni.”

    19 marzo alle ore 17.25 ·

  14. Leti 25/03/2010 at 11:53 #

    Audizione dell’assessore regionale per l’istruzione e la
    formazione in merito ai corsi per la formazione professionale
    dell’anno 2010.

    Testo del Sommario Argomenti Trattati
    La seduta inizia alle ore 11.20

    Il PRESIDENTE chiede all’assessore Centorrino di conoscere le intenzioni del Governo sui corsi di formazione professionale, alla luce delle notizie riportate dalla stampa. In particolare, chiede se sia fondata la notizia di una sospensione per l’anno 2010 dei medesimi corsi.
    Ritenendo che anche la sola ipotesi di una decisione in tal senso, per le ripercussioni che provocherebbe nell’intero mondo della formazione, andrebbe
    preliminarmente discussa e verificata in Commissione,
    considera necessario evitare effetti annuncio ed invita l’assessore per il futuro a confrontarsi preliminarmente e prioritariamente con la Commissione stessa. Comunica l’impossibilità a partecipare alla seduta, per impegni precedentemente assunti, del dirigente generale del dipartimento formazione ed istruzione.

    Il prof. CENTORRINO, assessore per la formazione el’istruzione, conferma di ritenere essenziale il rapporto di collaborazione con la Commissione e si rammarica delproblema di comunicazione che è sorto intorno ad una mera ipotesi di lavoro. Ringrazia, pertanto, il Presidente per l’odierna audizione che consentirà di spiegare le ragioni per le quali il proprio assessorato ha valutato e sottoposto al Presidente della Regione, in un primo momento, l’ipotesi di un rinvio dei corsi. Precisa comunque che questa ipotesi è stata accantonata e che il PROF 2010 partirà già da questa settimana.

    Il PRESIDENTE ribadisce la necessità che le riforme avvengano dietro confronto diretto e preliminare con la Commissione, al fine di evitare momenti di tensione all’esterno.

    Il prof. CENTORRINO, dopo aver accettato l’invito, provvede ad illustrare le ragioni poste alla base della valutazione di un eventuale rinvio. Espone, a riguardo, che numerosi enti vantano crediti nei confronti dell’Assessorato che derivano da integrazioni, fuori dalla copertura del PROF, dovute per gli anni 2007-2008 e 2009, la cui mancata soddisfazione potrebbe avere ripercussione sul pagamento dei salari dei dipendenti. Le ragioni di questi ritardi nei pagamenti discendono, da un lato, da un ritardo dell’assessorato nell’esame della documentazione,in relazione al quale si sta già provvedendo, dall’altro, da rendicontazioni non conformi alle direttive dell’assessorato e pertanto, dallo stesso contestate, e, infine, nei casi più gravi, addirittura dalla mancata presentazione di rendicontazione da parte degli enti. L’ipotesi del rinvio dei corsi è stata, quindi, in un primo momento valutata al fine di sanare una volta per tutte la situazione discendente da questa sorta di debiti fuori bilancio che impediscono all’assessorato il pieno controllo della gestione ed una corretta attività di programmazione, data la presenza di un ingente debito pregresso. Inoltre, rappresenta che l’ipotesi di un rinvio avrebbe permesso di sanare la contraddizione derivante da un inizio sfalsato tra anno scolastico, a settembre, ed anno formativo, a gennaio. Infine, ricorda che, con la partenza degli avvisi 2, 7 e 8, si sovrapporranno diversi progetti di formazione, temendo un effetto di spiazzamento per cui gli allievi effettueranno le loro scelte non sulla base delle loro effettive esigenze formative ma in relazione ad altre variabili; sempre in proposito rileva come spesso, le diverse iniziative di formazione fanno capo ad uno stesso ente con il rischio di pagarlo più volte.Fa presente che l’ipotesi di una pausa di riflessione aveva trovato un primo accoglimento da parte dei sindacati, previa istituzione di un apposito tavolo tecnico, e trovava fondamento anche in talune perplessità che sono state manifestate in Commissione, in particolare, dall’onorevole Marinese. La necessaria verifica, tuttavia, della possibilità di una sospensione dei corsi ha presto portato ad escluderla in quanto sarebbe stata necessaria una legge, con conseguenti tempi lunghi, per prevedere questo rinvio. L’assessore, ribadito pertanto il regolare avvio dei corsi a decorrere da questa settimana, ha comunque inteso introdurre dei correttivi per il contenimento della spesa. In particolare è stato stabilito: a) l’abolizione del gettone di presenza per i componenti, sia interni che esterni, delle commissioni di esami finali di qualifica e del compenso per il presidente delle medesime commissioni nominato dall’amministrazione; b) l’abolizione dell’obbligo di prestare fideiussioni assicurative, limitatamente alla voce di costo personale ; c) che, per le rendicontazioni finali di spesa, si provvederà con personale di ruolo dell’amministrazione regionale;
    d) l’obbligo delle imprese di formazione di presentare con cadenza semestrale, 30 giugno e 30 dicembre di ciascun
    anno formativo, gli estratti conto ed i giornali di
    contabilità; e) il divieto di nuove assunzioni di personale a tempo indeterminato e che,limitatamente alla nuova programmazione, saranno consentiti solo contratti di collaborazione per le professionalità non presenti in organico, facendo ricorso alle normali autorizzazioni istituzionali; a riguardo, inoltre, segnala la possibilità, consentita dalla legge, che contratti a tempo determinato rinnovati tre volte possano essere convertiti a tempo indeterminato ed il conseguente rischio di contenzioso; f) l’obbligo di osservanza del CCNL; g) l’obbligo di corrispondere con priorità gli stipendi con cadenza mensile. Inoltre fa presente che è stato previsto che le imprese di formazione che dovessero fruire di finanziamenti sulla linea 2 dell’avviso n. 12/09 sono obbligate ad utilizzare, per la parte di attività temporalmente coincidente, il personale in organico a tempo indeterminato e che le stesse imprese devono adeguare, in fase di rimodulazione inanziaria, al costo massimo previsto per la precedente
    annualità l’indennità degli allievi. Infine, onde permettere il controllo sugli atti amministrativi, sui
    conti correnti e sulla tracciabilità della spesa, le imprese di formazione finanziate a valere della legge
    regionale 24/76 dovranno prevedere, per l’avvio dell’attività formativa 2010, una sede legale nel territorio della Regione siciliana, intrattenendo rapporti
    di conti correnti postali o bancari con istituti aventi sede nella Regione. Ribadisce che l’attuale sistema della formazione presenta svariati elementi di debolezza e di criticità e di stare lavorando ad una rimodulazione amministrativa del comparto ricercando l’intesa con i sindacati.Il PRESIDENTE ringrazia l’assessore per la dettagliata relazione. Fa presente, comunque, che il confronto con le organizzazioni sindacali non deve esimere dalla preliminare verifica in Commissione. L’onorevole DINA ritiene che, nel metodo, vi sia stato un vulnus significativo considerando una fuga in avanti dell’Assessore e del Presidente della Regione l’aver
    prospettato una scelta così drastica come quella di sospendere i corsi al di fuori di ogni preliminare
    confronto con l’Assemblea regionale; prende atto delle spiegazioni dell’Assessore e dell’accantonamento del rinvio dei corsi. Nel merito, sottolinea che pare che vi
    sia, quindi, un disavanzo di partenza nel finanziamento del sistema della formazione, pari a circa 18-20 milioni, e si duole che tale dato non sia emerso in sede di discussione dei disegni di legge finanziari. Afferma di ritenere che gli annunciati correttivi proposti dall’assessorato non porteranno significativi effetti sul disavanzo presente. Manifesta al governo la volontà di un confronto propositivo in ordine ad un eventuale riforma legislativa del settore che ritiene oramai improcrastinabile. Per ciò che riguarda la sovrapposizione dei corsi afferma che appare chiaro il ritardo dell’amministrazione.

    L’onorevole CORDARO, ritiene che la propria partecipazione alla presente seduta sia propedeutica ai lavori della seduta della Commissione per l’esame dell’attività dell’Unione europea, convocata anch’essa per l’audizione dell’assessore Centorrino, della quale auspica, pertanto,il rinvio non essendo presente il dirigente generale del dipartimento istruzione e formazione.

    L’onorevole MARINESE rappresenta come le integrazioni richieste dagli enti originano dalle assunzioni non autorizzate effettuate negli anni 2007-2008 e 2009, successivamente autorizzate in sede di rendicontazione da parte degli uffici del lavoro, e ricorda come i 58 milioni di euro previsti in sede di variazione di bilancio a dicembre 2009 servivano proprio, per una quota parte, a far fronte a tale evenienza; considera, pertanto, non rispondente al vero la superiore cifra e ritiene che i 248 milioni preventivati non siano sufficienti al finanziamento del PROF 2010. Chiede informazioni in ordine all’avviso 1 concernente il progetto CORAP. In ordine alla prospettata ipotesi di far coincidere anno scolastico ed anno formativo ricorda che l’attuale non coincidenza è stata appositamente prevista per verificare annualmente l’importante dato della dispersione scolastica prima dell’avvio dei corsi di formazione. Non si dice d’accordo sulla abolizione dell’obbligo di prestare fideiussioni assicurative, ritenendo che ciò possa nuocere alla tutela del personale ed al pagamento degli stipendi. Ritiene un errore fare partire contemporaneamente le linee 1 e 2 in quanto si sarebbe potuto utilizzare il personale della legge 24/76 per la copertura della linea 2, sgravando il bilancio regionale.

    L’assessore CENTORRINO, per ciò che riguarda il progetto CORAP, rappresenta che il bando non è stato ancora pubblicato perché il proprio assessorato ha chiesto che la quantificazione in esso contenuta sia corretta in aumento,
    in quanto non prevede la sistemazione di tutti i soprannumerari, conformemente all’accordo raggiunto. Con riferimento alla copertura del PROF 2010 afferma di avereintrodotto una rendicontazione semestrale che a giugno darà contezza della situazione, che il dipartimento sta effettuando le ricognizioni necessarie e di ritenere in teoria il PROF integralmente coperto. Ritiene fondate lenotazioni dell’on. Marinese in ordine alle fideiussioni assicurative e all’inizio dell’anno formativo, ai fini della valutazione della dispersione scolastica, e assicura che saranno oggetto di attenta valutazione. In linea di principio afferma che, per evitare un rincorrersi del meccanismi di garanzia, ed in vista di una riforma amministrativa del settore, intende sempre partire dal presupposto di un comportamento corretto degli operatori del settore. In ultimo, ricorda che proprio il timore di un eccessivo sovrapporsi dei corsi era stato posto alla base del prospettato rinvio.

    L’onorevole LUPO rileva preliminarmente che le argomentazioni illustrate dall’assessore, poste alla base
    della valutazione di un ipotetico rinvio dei corsi, sono ancora presenti e che bisognerà prima o poi affrontarle, sostenendo la necessità di una riforma del sistema.Ritiene che vada fatta chiarezza in ordine al progetto CORAP chiedendosi perché non parta e chiedendo un confronto a riguardo anche con l’assessorato al lavoro. Manifesta le proprie perplessità in ordine all’eliminazione dell’obbligo di separazione contabile nei conti correnti tra spese di gestione e oneri di personale, ritenendo che ciò possa introdurre elementi di opacità e di rischio. Evidenzia un secondo rilievo di merito relativo alla mancanza di un parametro unico per i costi del personale che variano notevolmente fra un ente e un altro, diversamente a quanto accade per i costi di gestione; a riguardo chiede all’assessore di voler fornire
    alla Commissione un elenco dettagliato relativo ai costi per il personale sostenuti da ogni ente. Manifesta la propria preoccupazione in ordine ad un’integrale copertura
    del Piano formativo 2010, ritenendo che, da sommarie informazioni assunte in Commissione Bilancio, ancora da verificare, siano necessari ulteriori 30 milioni di euro. Reputa opportuno prevedere la giusta copertura in relazione all’imminente avvio dei corsi.

    L’assessore CENTORRINO ribadisce quanto precedentemente affermato: che cioè tutta la sua azione amministrativa parte dalla premessa di un comportamento lineare e onesto degli operatori. Rappresenta che il conto unico è richiesto dalla legislazione europea; a garanzia dei lavoratori annuncia che sarà comunque richiesto di suddividere il conto in due sub-conti. Considera estremamente fondata la perplessità dell’onorevole Lupo relativa alla mancanza di un parametro unico relativo ai costi del personale e prende ufficialmente l’impegno di uniformarlo per il 2011. Confida che la copertura finanziaria approntata sia sufficiente, ricordando che il Presidente della Regione gli ha conferito mandato di contenere la spesa senza snaturare il sistema della formazione, migliorandone piuttosto la qualità.L’onorevole GIANNI, nel condividere le dichiarazioni del collega Marinese, chiede all’assessore di voler procedere speditamente ad avviare la riforma richiesta dall’onorevole Lupo il più celermente possibile.Considerato che la legge consente controlli ex ante ed ex post, chiede al Governo quali provvedimenti conta di provvedere al fine di non pregiudicare gli enti virtuosi, istituendo se del caso una task force per i medesimi controlli. Si dice preoccupato dell’ipotesi di nuove assunzioni attraverso il progetto CORAP. Dichiara la propria disponibilità a collaborare in ordine ad una riforma del sistema.

    L’onorevole MAIRA registra la propria soddisfazione in ordine all’accantonamento del rinvio dei corsi 2010,
    comunicato dall’assessore, che tante perplessità aveva provocato sia nel metodo che nel merito. Ritiene che sia necessario ed indifferibile procedere ad una riforma del
    sistema della formazione, in relazione alla quale l’UDC effettuerà le proprie proposte, e spera che ciò costituisca l’occasione di un costruttivo confronto tra
    Governo e Parlamento. Ritenendo fondamentale il dovere della chiarezza, considera il sistema della formazione un sistema autoreferenziale, che non si è mai rinnovato, dove
    dietro ogni ente c’è un referente con il quale sia il dipartimento che l’assessore che il governo hanno dovuto
    fare i conti. Reputa che qualsiasi riforma debba eliminare quelle che definisce le precedenti incrostazioni ed evidenzia che il sistema, per come è ad oggi strutturato, non può che produrre l’aumento della spesa; a riguardo, rileva che, da un controllo delle poste di bilancio, il costo del personale non incide più del 65 per cento sui 252 milioni di euro previsti. Ribadisce che è arrivato il momento di riformare il sistema ed eliminare le rendite di posizione di referenti esterni e che in questo il gruppo UDC aspira ad essere apripista. Si dice d’accordo con il blocco delle assunzioni, rilevando come alcuni enti sono sottostimati mentre altri sovrastimati, ma rileva che alla
    base di tale blocco debba esserci un provvedimento di natura legislativa e non un solo accordo con i sindacati.

    L’onorevole PANARELLO apprezza l’intervento del collega Maira il quale ritiene abbia affrontato la questione senzal’atteggiamento del neofita; rileva che in questo settore
    esistono una serie di questioni a prima vista inestricabili che richiedono di essere affrontate con la dovuta determinazione. Rifuggendo dall’ipocrisia,
    considera il sistema della formazione un mostro , la cui utilità è sempre meno dimostrabile, che è stato costruito
    con il concorso attivo dei vari soggetti che negli anni hanno avuto la responsabilità amministrativa e gestionale
    della materia. Ritenendo la riforma del settore urgente, chiede al Governo di fornire alla Commissione dati di conoscenza; in particolare, di fornire una ricostruzione, dal 2001 ad oggi, del personale utilizzato da ciascun ente. In ordine al problema del rapporto tra enti e referenti, si dice consapevole che questo dato esiste, ma ritiene che bisogna valutare caso per caso il percorso di ogni singolo ente, rilevando come esistono, tra i 6.700 attuali, degli organismi che hanno operato in maniera lineare, a fronte di altri che hanno, per esempio,distribuito il carico di ore su un numero superiore di personale, tutto a tempo indeterminato. Teme che gli accorgimenti adottati in tema di contenimento della spesa, valutati nella commissione regionale per l’impiego, non diano i frutti sperati. Chiede, altresì, se sia rispondente al vero che occorrano altri 20 milioni di euro per la copertura del PROF e quali enti abbiano effettuatonuove assunzioni. Considera il sistema della legge 24/76 non più sostenibile anche alla luce dell’esistenza del parallelo mondo della formazione che attinge ai finanziamenti europei.

    L’onorevole CARONIA ringrazia l’assessore per avere accolto il suo appello in ordine alla distinzione, nell’ambito di un unico conto corrente, tra spese di gestione ed oneri per il personale. Denunciate nuove assunzioni, chiede un raccordo con l’assessorato per il lavoro e che le assunzioni a tempo siano previste solo per
    il personale docente e non per quello amministrativo.

    L’onorevole PICCIOLO chiede all’assessore, facendo anche riferimento agli atti parlamentari da lui presentati, il maggior rigore possibile nel controllo di gestione degli
    enti di formazione, in particolare, con riferimento alla regolarità dei DURC, all’accreditamento delle sedi, al controllo sul pagamento mensile degli stipendi dei
    dipendenti, ivi compresi gli adeguamenti contrattuali, e delle fatture dei fornitori, il cui mancato pagamento può sfociare in contenzioso legale, con conseguenti atti di pignoramento che non vorrebbe poi sanati impropriamente dalla Regione. Denuncia 300 nuove assunzioni in violazione della circolare sul divieto delle assunzioni per il 2009 e chiede una verifica a riguardo e l’eventuale segnalazione alla Corte dei conti di comportamenti illegittimi. Considera non praticabile la preannunciata riduzione del costo del PROF 2010 in presenza di un alterato rapporto tra personale amministrativo e docente, rilevando che esistono enti con tre unità di personale docente e venticinque di personale amministrativo, e proponendo, a riguardo, la riconversione di detto personale amministrativo in docente. Il PRESIDENTE, considera esaurita la trattazione del punto all’ordine del giorno a seguito delle precisazioni dell’assessore. Preannuncia una seduta di Commissione perla prossima settimana dedicata alle prospettive di riforma del sistema della formazione.

    La seduta è tolta alle ore 13.55.

    MEDITATE MEDITATE

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